Estremadura: il cuore selvaggio della Spagna

Di nuovo qui, nel paradiso dei rapaci…

L’Estremadura è il segreto meglio custodito d’Europa per gli amanti dell’avifauna. Con una densità di popolazione bassissima e paesaggi incontaminati, questa regione offre incontri ravvicinati con specie rare e maestosi rapaci difficili da avvistare altrove.

Il Parco Nazionale di Monfragüe è una tappa obbligatoria. Le imponenti pareti di roccia quarzitica che si affacciano sul fiume Tago ospitano alcune delle colonie di nidificazione più importanti del continente.

Il Salto del Gitano è certamente il punto di osservazione più spettacolare: una falesia mozzafiato dove i grifoni volano a pochi metri di distanza. E’ possibile avvistare anche molte altre specie, come l’avvoltoio monaco (Aegypius monachus), il capovaccaio (Neophron percnopterus), la cicogna nera (Ciconia nigra), il passero solitario (Monticola solitarius) ed altro…

Oltre le rocce: le steppe di Cáceres e de La Serena

Cambiando radicalmente scenario, le steppe cerealicole e le pianure semi-aride intorno a Cáceres e nella zona de La Serena offrono un habitat cruciale per gli uccelli steppici.

Guidando lentamente lungo le strade secondarie dalle prime luci dell’alba, lo sguardo spazia su orizzonti infiniti. Qui la vista deve farsi acuta per distinguere le sagome degli uccelli mimetizzati tra l’erba secca.

l’indiscussa regina e il simbolo delle steppe dell’Estremadura è certamente l’Otarda (Otis tarda). Finché cammina tra l’erba alta, l’otarda è un fantasma. Il suo piumaggio dorsale, fatto di sfumature ocra, beige e nere, è un capolavoro di mimetismo.

Se le otarde rappresentano la maestosità delle pianure dell’Estremadura, l’albanella minore (Circus pygargus) incarna l’eleganza dinamica. Questo rapace migratore, che arriva in primavera dall’Africa subsahariana per nidificare nei campi di cereali, è uno dei protagonisti indiscussi delle steppe di Cáceres, Trujillo e de La Serena.
 

La Dehesa: biodiversità millenaria

La Dehesa è il paesaggio simbolo dell’Estremadura: un bosco rado di querce da sughero e lecci alternato a pascoli. Questo ambiente, creato dall’uomo nei secoli, sostiene una biodiversità straordinaria.

In questi luoghi è possibile avvistare cervi, ghiandaie marine, gazze azzurre, ecc… anche la lucertola ocellata (Timon lepidus). E’ la lucertola più grande d’Europa, un sauro spettacolare che può raggiungere i 60-70 cm di lunghezza complessiva ed è diffusa soprattutto nella Penisola Iberica e nella Francia meridionale. In Italia è rarissima e si trova esclusivamente nella Liguria occidentale (Ponente ligure), che rappresenta il limite orientale del suo areale.

Fotografare dai capanni professionali (Hides)

Se osservare i rapaci con il binocolo è emozionante, trovarsi a pochi metri da loro mentre atterrano con le zampe protese e le ali spiegate è un’esperienza che toglie il fiato. In Estremadura, l’uso dei capanni fotografici professionali (noti come hides) per i carroneros (gli uccelli spazzini e necrofagi) rappresenta il culmine di un viaggio per un fotografo naturalista.

I capanni a volte possono riservare delle belle sorprese, questa volta con molta fortuna abbiamo assistito alla visita di un’aquila reale (Aquila chrysaetos) e un’aquila imperiale iberica (Aquila adalberti), uno dei rapaci più rari e minacciati del mondo, endemico della Penisola Iberica.

Oltre ai capanni per gli uccelli spazzini, sono molto comuni quelli per specie caratteristiche, come il capanno per l’aquila reale. Questo, in particolare, si trova a sud di Cáceres, tra i monti della Sierra de San Pedro.

Per le strade pressoché deserte, tra Trujillo, Cáceres, Torrejon El Rubio e Monroy, è molto probabile trovarsi di fronte ad incontri e situazioni speciali, come una zuffa tra albanella minore e falco di palude, oppure un’aquila minore intenta a consumare un piccione appena predato e difenderlo da un nibbio bruno che volteggia sopra di lei.

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