Gran Paradiso: incontri selvaggi nel parco più antico d’Italia.
Quattro giorni del mese di febbraio dedicati alla ricerca della fauna selvaggia delle Alpi Graie, tra paesaggi innevati, cascate ghiacciate e vette oltre le nuvole. Incontri emozionanti nei pressi di Cogne, dalla Valnontey alla Valsavarenche.
Il Camoscio Alpino in veste invernale
Uno dei principali obiettivi è stato fotografare il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra), nella sua bellissima veste invernale. Nonostante sia l’ungulato più numeroso e diffuso, non è stato poi tanto semplice incontrarlo nelle varie escursioni tra i sentieri.
La Volpe Rossa: eleganza cromatica sulla neve
La volpe rossa (Vulpes vulpes) in inverno sviluppa una folta pelliccia e una spessa coda. Il contrasto tra il rosso aranciato del pelo e la neve bianca del Gran Paradiso crea immagini di un’eleganza cromatica assoluta.
Lo Stambecco: il Re indiscusso del Parco
Lo stambecco alpino(Capra ibex) è il re indiscusso del Gran Paradiso. È l’animale simbolo del parco e la ragione stessa per cui questa riserva è nata: nel XIX secolo, il re Vittorio Emanuele II istituì la riserva reale di caccia proprio per salvare gli ultimi esemplari rimasti dall’estinzione.
Il Gran Paradiso è stato l’unico luogo in tutta Europa in cui lo stambecco è sopravvissuto al bracconaggio ottocentesco. Tutti gli stambecchi che oggi popolano le Alpi discendono dai pochi esemplari protetti in queste valli.
Il Gipeto e il ritorno sui cieli del Gran Paradiso
Il gipeto(Gypaetus barbatus), chiamato anche l’avvoltoio degli agnelli, è certamente uno dei volatili più spettacolari in natura. Con un’apertura alare che può sfiorare i 3 metri, fotografarlo nel Gran Paradiso è un’esperienza che lascia senza fiato. A differenza di camosci e stambecchi, il gipeto è stato estinto sulle Alpi a causa di credenze popolari infondate (si pensava rapisse i bambini e gli agnelli) ed è tornato a volare nei cieli del parco grazie a un progetto internazionale di reintroduzione di enorme successo.